Future4Cities a Taranto il 24 giugno: immaginiamo insieme il futuro del territorio
La sera di mercoledì 24 giugno saremo nella città pugliese per uno spazio di confronto sulle trasformazioni che attendono il territorio, per mettere al centro le idee delle nuove generazioni
Ciao! Come state?
Per noi sono settimane di stimolante work in progress per il Festival di Future4Cities del 25-27 settembre a Torino, e non solo. Abbiamo esteso fino al 29 giugno la finestra per candidare (qui) il vostro progetto urbano dedicato ai temi della casa, della mobilità, del lavoro, della comunità e del clima: i vincitori di ciascuna categoria verranno annunciati direttamente al Festival, durante la giornata d’apertura del 25 settembre. Non vediamo l’ora di tuffarci nelle vostre idee e di svelarvi i primi dettagli dell’evento!
Nel frattempo, non ci perderemo di vista. Infatti oggi vi annunciamo un nuovo appuntamento live del nostro progetto dedicato all’innovazione urbana. Dalle 18:30 di mercoledì 24 giugno saremo a Taranto, a Spazioporto (via Niceforo Foca, 28), per un momento di confronto dedicato ai giovani del territorio (iscrizioni qui). L’evento è realizzato in collaborazione con European Climate Foundation (ECF) e punta a mettere al centro gli Under 35: le loro idee di futuro, le loro proposte, i loro timori.
Parleremo di lavoro, transizione ecologica e industriale, sviluppo locale, partecipazione giovanile e diritto a restare, con la formula di Future4Cities by Will: dati, dialogo con voci autorevoli, confronto aperto. Qui c’è il link per iscrivervi gratuitamente.
Il programma dell’evento di Future4Cities a Taranto (24 giugno, 18:30-21:30)
Presentazione in anteprima dei risultati del sondaggio realizzato da Future4Cities by Will insieme a YouGov sulle priorità dei giovani del territorio di Taranto.
Puntata live del podcast “Città”, condotto da Paolo Bovio di Will e Stefano Daelli di FROM, con ospite Lidia Greco, docente di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Bari, autrice del libro “Paradigma Taranto” e coordinatrice dello studio “Taranto dopo il carbone”, sostenuto da ECF.
Laboratorio di immaginazione civica sul futuro di Taranto. Ci saranno tavoli di lavoro condivisi per parlare delle prospettive del territorio. Dopo un breve recap dei temi emersi durante il podcast, chiederemo ai partecipanti ai tavoli di confrontarsi su due grandi argomenti: transizione ecologica e sviluppo economico; diritto a restare e partecipazione della cittadinanza.
Cosa ci dicono i numeri
Taranto, come tante altre città del Sud Italia, sta affrontando una preoccupante crisi demografica. Dal 2011 al 2025, 37mila persone hanno lasciato la città pugliese per trasferirsi in altri Comuni della Provincia, della Regione e del Paese. Stando a un sondaggio condotto dall’Università degli Studi di Bari, solo il 7% degli studenti delle scuole superiori di Taranto immagina il proprio futuro in città o in provincia.
Secondo un’indagine del Sole24Ore, la provincia di Taranto è al 107esimo (e ultimo) posto in Italia per qualità della vita dei giovani. Giovani che vogliono essere ascoltati e messi al centro del dibattito, dando sfogo alle loro iniziative culturali, sociali e imprenditoriali.
Le ragioni dietro quei numeri sono tante e le approfondiremo nel corso della serata del 24 giugno. E sì, c’entra anche l’ex ILVA, l’acciaieria più grande d’Europa, al centro di processi, sequestri e cambi di gestione da più di dieci anni. Uno stabilimento che dà lavoro a migliaia di persone ma che, al tempo stesso, emette sostanze inquinanti altamente dannose per la salute e per l’ambiente.
Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), tra i lavoratori impiegati nello stabilimento si registra il 500% di casi di cancro in più rispetto alla media della popolazione urbana non impiegata nello stabilimento. In generale, tutto il territorio di Taranto presenta una incidenza oncologica superiore alla media regionale.
Ma l’impatto sanitario e ambientale dell’ex ILVA, la cui area a caldo rischia di chiudere dal 24 agosto, non si può inquadrare solo con i freddi numeri. Parlare di ex ILVA, e del suo futuro, vuol dire parlare di lavoro, di salute, di ambiente e di transizione ecologica. Che ne sarà di questo enorme stabilimento nato negli anni Sessanta? Che fine faranno i suoi lavoratori e le loro famiglie? Una risposta univoca non esiste, ma la decarbonizzazione – trasformare l’ex ILVA in una fabbrica di “acciaio verde”, eliminando l’uso di combustibili fossili nei processi di produzione – può essere una strada per immaginare un futuro diverso per questa acciaieria.
Secondo il già citato studio “Taranto dopo il carbone”, realizzato dall’Università di Bari per Legambiente e sostenuto dall’European Climate Foundation (ECF), il passaggio dall’attuale ciclo di produzione dell’acciaio a un sistema basato su forni elettrici ad arco (EAF) e sulla riduzione del minerale di ferro (DRI) – fino ad arrivare alla completa decarbonizzazione grazie all’idrogeno verde – rappresenta “la via maestra per allineare la produzione di acciaio agli obiettivi del Green Deal europeo e della neutralità climatica al 2050”.
Secondo Legambiente, decarbonizzare “è l’unica strada per coniugare salute, ambiente e lavoro per Taranto. Sarà possibile solo con un progetto chiaro, finanziamenti e un ruolo guida dello Stato. L’attivazione di una intera filiera delle rinnovabili, lo sviluppo della produzione di idrogeno, e la formazione dei lavoratori sosterrebbero i livelli occupazionali”. Ma per Taranto è altresì fondamentale immaginare un futuro che non veda nell’ex ILVA l’unica grande opportunità occupazionale del territorio. Le alternative, potenzialmente, ci sono: dall’eolico offshore alla blue economy in generale, ma non solo.
Un’altra sfida, più recente, che deve affrontare Taranto è quella dell’incremento del turismo, soprattutto quello crocieristico. Il fenomeno è esploso negli anni successivi alla pandemia, sulla scia di ciò che sta accadendo nel resto del mondo. Pensate che nel 2023, si legge sul Quotidiano di Puglia, il porto della città ha accolto quasi 30mila passeggeri in più rispetto all’anno prima (+27%), sfiorando quota 140mila ingressi. In generale, il turismo – grazie soprattutto agli arrivi dall’estero – sta crescendo molto in questa zona ricca di meraviglie storiche, culturali e naturali. Nel 2025, Taranto ha registrato aumenti del 12% negli arrivi e del 14% nelle presenze.
Ma anche qui, come spesso accade, sta emergendo la doppia faccia del turismo, un settore a basso valore aggiunto che non deve dimenticarsi delle reali esigenze della popolazione locale. Di questo e molto parleremo il 24 giugno, lasciando campo libero alle opinioni e alle idee dei giovani di Taranto e provincia.
Festival Future4Cities 2026: candida il tuo progetto urbano entro il 29 giugno!
Prima di chiudere, vi ricordiamo la scadenza – aggiornata – per partecipare al percorso di mappatura collettiva che sfocia nel “Premio Future4Cities 2026”. Anche quest’anno vogliamo scoprire e dare risalto ai migliori progetti urbani capaci di promuovere soluzioni innovative, esperienze partecipative e reti di collaborazione.
Per partecipare basta compilare questo form entro il 29 giugno, in base a cinque categorie: casa, lavoro, comunità, mobilità, clima ed energia. Il 25 settembre, durante il festival di Future4Cities 2026, sveleremo e racconteremo i vincitori sul palco delle OGR Torino, seguendo questo calendario:
Per questa newsletter è tutto! Sul resto vi aggiorniamo strada facendo.
Se credete nelle città come luogo in cui creare cambiamento, siete nel posto giusto.
Alla prossima,
il Team di Future4Cities
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